VIAGGIO ALLE ORIGINI
Il MegaMuseo – Museo archeologico contemporaneo di Aosta è un luogo unico in cui ammirare il passato e proiettarsi verso il futuro.
Con ben 12000 metri quadrati e un’esposizione di oltre 2000 oggetti, la visita al MegaMuseo è un invito a scoprire la storia più antica della città e le trasformazioni di un’area nel corso dei millenni: dalla preistoria fino al medioevo, il tutto concentrato nel quartiere di Saint-Martin-de-Corléans.
Caratterizzato dal sito archeologico coperto più grande d’Europa, nel MegaMuseo i 5000 metri quadrati dell’ area archeologica dialogano costantemente con il percorso espositivo.
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Informazioni MegaMuseo – Museo Archeologico Contemporaneo Corso Saint-Martin-de Corléans 258 AOSTA tel. 0165552420 e-mail: beniculturali@regione.vda.it |
Orari Orario apertura: 10.00 – 18.00 Chiuso il lunedì Chiuso 25 dicembre |
BIGLIETTI
Ingresso ridotto per i possessori del biglietto cumulativo “Aosta Archeologica”
AUDIOGUIDA
Possibilità di scaricare sul proprio cellulare l’audioguida in lingua italiana, francese e inglese
Sono fruibili i percorsi: adulti, bambini e musicale
L’audioguida è compresa nel biglietto d’ingresso al museo.
COME ARRIVARE
Dall’autostrada A5 (Torino/Aosta) uscita Aosta Est seguire le indicazioni per Aosta e proseguire sulla strada statale SS26 in direzione di Courmayeur.
Oltrepassata la rotonda dell’ospedale regionale, proseguire per circa 1,6 km fino al primo semaforo. Al semaforo svoltare a sinistra e poi allo stop ancora a sinistra. L’entrata del sito si trova a circa 200m più avanti.
Per chi proviene da Courmayeur – uscita autostrada A5 Aosta Ovest – proseguire sulla strada statale SS26 in direzione di Aosta. Arrivati all’entrata di Aosta non seguire per Aosta centro ma proseguire sul cavalcavia in direzione Torino. Superato il cartello Aosta, passare il semaforo e girare a destra dopo circa 250 m, imboccando Corso Saint-Martin-de-Corléans. L’entrata del sito si trova circa 200 metri più avanti.
Per chi arriva in treno o autobus ad Aosta, utilizzare le linee autobus urbane n. 3 “P.za Manzetti-Montan-Beauregard-Bret-P.za Manzetti” e n. 8 “P.zza Manzetti-Area Megalitica-Dipartimento Trasporti” e scendere alla fermata Area Megalitica.
CENNI STORICI
TRA PASSATO E FUTURO
LE ORIGINI
IL DECLINO E LA RINASCITA
IL PUNTO DI ARRIVO
Il MegaMuseo – Museo Archeologico Contemporaneo si rivela un prezioso scrigno di testimonianze archeologiche che, dalla tarda epoca neolitica a oggi, restituiscono alla città un patrimonio di oltre 6000 anni di storia.
Dalla Preistoria al Medioevo, passando attraverso le Età del Rame, del Bronzo, del Ferro fino a tutta l’epoca romana, l’età tardoantica e altomedievale, questo sito offre ai visitatori uno straordinario viaggio nel tempo in una cornice affascinante che lega passato e futuro.
Tutto ha inizio alla fine del V millennio a.C., con le tracce di un gesto antico ma che gli uomini avevano appreso da poco: l’aratura.
In campagna non vi è gesto forse più consueto, ma che qui diventa rito attraverso l’incisione di un ampio terreno che viene scelto e reso sacro. Un gesto semplice ma di incredibile portata sociale e religiosa.
Un santuario all’aperto destinato al culto dei viventi, connotato da pali lignei totemici e stele antropomorfe litiche, che solo alla fine del III millennio assumerà funzioni funerarie, divenendo una necropoli privilegiata, con tombe megalitiche di varia tipologia.
Al sorgere dell’età del Bronzo, attorno al 2300 a.C., e per cause ancora da precisare, il sito viene progressivamente abbandonato e interessato, per oltre un millennio, solo da attività agricole funzionali.
Con la prima Età del Ferro (prima metà del I millennio a.C.), il sito torna a essere utilizzato a scopo funerario-cultuale; in seguito confermerà la destinazione funeraria testimoniando l’avvicendarsi di diverse pratiche, dall’inumazione all’incinerazione.
Durante l’età romana il sito è un’importante zona insediativa e agricola oltre che funeraria: resti di un grande edificio rurale si accompagnano alle tracce di una necropoli sorta lungo una via secondaria suburbana.
In età tardoantica la zona mantiene la destinazione agricola e funeraria che progressivamente lascerà il posto a una riconversione naturale e rurale affiancata dal persistere dell’uso cimiteriale e della presenza di abitato.
PROTAGONISTI

Nato a Verona nel 1940. Diploma di maturità scientifica. Assistente al Museo di Storia Naturale di Verona dal 1957 al 1967. Ha integrato la sua formazione nelle scienze naturali presso le università di Padova e Modena. Per un cinquantennio ha eseguito ricerche e scavi nel Veronese, nel Gargano e in Sicilia, con speciale riguardo all’arte preistorica. Nel 1969 ha individuato ad Aosta le prime testimonianze riferibili all’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, da lui scavate poi per oltre un ventennio. Contemporaneamente agli scavi promosse e coordinò un’esplorazione sistematica del territorio valdostano che portò ad individuare una serie di notevoli insediamenti protostorici dei Salassi, dal fondovalle all’alta montagna. Tutela ed opportuni scavi sarebbero indispensabili per tutti i siti della preistoria e in particolare della protostoria della Valle d’Aosta.
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